Nel pomeriggio dell’8 ottobre 1985 il signor Luigi Stefanelli, il custode che si occupa della manutenzione della villa dei Narducci a San Feliciano, si reca alla villa dei Narducci perchè deve sistemare della legna.

Il custode è insieme alla moglie Emma Magara e i due alla villa non trovano nessuno. Lo Stefanelli però capisce che qualcuno è appena andato via in quanto vede il segno della sgommata della moto sulla ghiaia.

Lo Stefanelli e la moglie entrano in casa e trovano una lettera. Non è chiaro se è stata trovata su un davanzale di una finestra o sul tavolo. I due riferiscono di non averla letta o quanto meno di non averla capita. Dicono che la lettera era un messaggio scritto su tutte e due le parti del foglio, con una grafia quasi illeggibile, attribuibile a colpo d’occhio a quella di un medico e quindi hanno pensato ad uno dei figli del professore. I due quindi l’hanno rimessa dove l’avevano trovata.

La signora Emma Magara scambia due parole con il vicino  Alberto Buini che riferisce di aver visto Francesco Narducci andarsene di fretta.

In seguito la signora Magara riferisce che quando il marito era in seguito tornato alla villa la lettera non c’era più, evidentemente qualcuno l’aveva trovata e fatta sparire.

Vedi testimonianza del 1 ottobre 2001.

8 ottobre 1985 La lettera di Francesco Narducci

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