Era sangue di Nadine? Forse oggi la risposta dei periti” di Riccardo Catola. Una lista di nomi da controllare e un occhio attento alle cartine e alle mappe poderali. Nel quadro dell’inchiesta, nonostante una smentita di ieri, sono stati questi, alla fine della scorsa settimana, gli obbiettivi di un accertamento nel Comune di Scandicci. Nei giorni precedenti, il Sindaco Pieralli si era incontrato coi magistrati a Palazzo di giustizia. Sui risultati dell’operazione non sono state date notizie ufficiali. Lo scopo però è facilmente comprensibile: verificare gli spostamenti di residenza delle persone comprese nella lista e studiare nei dettagli la quantità di strade asfaltate o meno, sentieri e viottoli che collegano i vari angoli del territorio di Scandicci. Il mostro ha lasciato una serie di tracce, ultima i guanti e il fazzoletto. Non sarebbe stato impossibile svelare subito il mistero e se il sangue fosse quello di Nadine, vorrebbe dire che il mostro è tornato sul luogo del delitto. Sarebbe stato interessante averne subito la sicurezza. Invece equivoci e incomprensioni hanno rimandato a oggi un accertamento che si poteva tranquillamente fare venerdì scorso.

Le “tracce” del mostro: oggi qualche risposta? L’obbiettivo principale dell’operazione di controllo di mappe poderali e spostamenti di residenza relativi a una lista di nomi era verificare la mobilità di alcune persone e studiare sulle mappe poderali gli itinerari che il mostro potrebbe aver seguito per arrivare a San Casciano. Il Sindaco Mila Pieralli ha smentito di essersi incontrata sabato coi magistrati, ma di averli incontrati nei giorni precedenti. Il Sindaco, però, interpellato per telefono, non ha voluto specificare la natura del colloquio.

7 Ottobre 1985 Stampa: La Nazione
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