IL MOSTRO E’ IN TRAPPOLA?

FIRENZE – Il cerchio comincia a stringersi. C’ è una pista sicura che porta verso il mostro di Firenze ed è quel proiettile calibro 22 marca Winchester serie H che è stato trovato nel parcheggio davanti all’ ospedale di Santa Maria Annunziata. Un proiettile che ha indotto i magistrati a ordinare la perquisizione dell’ edificio ma che ha fatto scattare anche altri controlli. Santa Maria Annunziata è in prossimità del casello Firenze sud e per spostarsi l’ assassino forse usa l’ autostrada. Ora sono in corso controlli per individuare i proprietari delle auto di cui è stata rilevata la targa all’ uscita autostradale. Verifiche lunghe e difficili nate dopo il ritrovamento del proiettile che è stato consegnato alla magistratura da un sottufficiale di polizia. L’ uomo, dietro promessa dell’ anonimato, accetta di parlare, anche perchè “questa cosa doveva restare segreta ma ormai è il segreto di Pulcinella”. “Il proiettile calibro 22 di marca Winchester l’ ho consegnato io al sostituto procuratore Paolo Canessa. Dopo tanti anni di servizio appena l’ ho avuto in mano ho capito subito che era uno di quelli che usa il mostro di Firenze. E’ un proiettile vecchio tipo, di quelli incamiciati con il piombo e non con il rame”. “Non sono stato io a trovarlo – spiega – mi è stato consegnato da una persona che conosco. Io abito vicino all’ ospedale. L’ ha trovato un autista delle ambulanze che ora è barricato in casa per la paura. E’ accaduto sabato scorso, il 21 settembre, e non il 10 come è stato detto. Questa persona stava passando dal piazzale, dal parcheggio riservato agli handicappati. Ha visto luccicare qualcosa in terra e si è chinato a raccogliere. Era il proiettile. E’ venuto a casa mia la domenica. Il lunedì quel proiettile era sul tavolo del dottor Canessa. Non so se è stato perso il sabato stesso o molti giorni prima. Chissà”. La pallottola, dunque, è arrivata agli inquirenti il 23 settembre, quattro giorni prima dell’ operazione durante la quale sono stati perquisiti tutti e sei i piani del gigantesco ospedale di Santa Maria Annunziata. Un’ operazione decisa velocemente con la segreta speranza di riuscire a trovare la Beretta calibro 22. Le ipotesi che si possono costruire sul proiettile sono molte. La prima, la più terribile, è che il mostro si preparasse a colpire di nuovo. E questo probabilmente spiega la fretta degli inquirenti che avrebbero potuto tenere l’ ospedale sotto controllo per molto tempo. Il maniaco, cioè potrebbe aver perso il proiettile proprio il giorno in cui è stato trovato, il 21 settembre, 12 giorni dopo l’ ultimo duplice omicidio, perchè aveva con sè la pistola. Ormai in preda ad una follia irrefrenabile, come dimostra la raccapricciante missiva che ha spedito al sostituto procuratore Silvia Della Monica, forse ha deciso di girare sempre armato. Con la lettera, che conteneva brandelli di carne di Nadine Mauriot (l’ ultima vittima), l’ assassino ha infatti lanciato una vera e propria sfida agli inquirenti. Ma c’ è anche un’ altra ipotesi: il maniaco potrebbe essere stato ferito da Jean Michele Kraveichvli, il compagno di Nadine, e si è fatto curare a Santa Maria Annunziata. Oppure è andato a trovare un amico, o addirittura lavora in quell’ ospedale. Sono solo ipotesi, certo, ma evidentemente gli investigatori hanno pensato che non ci fosse tempo per le verifiche. Così, giovedì notte i sostituti Fleury e Canessa si sono presentati all’ ingresso dell’ ospedale alla testa di un drappello di poliziotti e carabinieri. Sull’ esito della perquisizione non ci sono notizie sicure. Dentro un armadietto è stata trovata una mappa di San Casciano con alcuni segni e una bottiglia contenente formalina. Il proprietario è stato interrogato ma ha subito spiegato che si trattava delle zone dove erano stati decisi interventi di disinfestazione. Nulla di certo dunque anche perchè i magistrati, delusi e irritati dalla fuga di notizie, rifiutano qualsiasi commento. “Pubblicate pure quello che sapete – ha detto il sostituto procuratore Francesco Fleury ai giornalisti – ma vi ricordo che esiste il reato di favoreggiamento. Il maniaco riesce a sapere tutto leggendo i giornali”. La notizia del ritrovamento di quel proiettile, dello stesso tipo di quelli che il mostro usa per caricare la micidiale Beretta con cui ha ucciso sedici persone, circolava comunque tra le corsie dell’ ospedale fin dall’ altro ieri. A Santa Maria Annunziata lo choc provocato dalla perquisizione è ormai superato e ieri tutto è tornato normale. “Pensiamo solo a lavorare – assicura il professor Moggi, coordinatore sanitario e primario di pediatria – non stiamo a parlare del mostro”. “La situazione è più distesa – testimonia Giuliano Lapis, coordinatore amministrativo – anche perchè il proiettile è stato trovato nel parcheggio. Non c’ è paura, nè un clima di sospetto”. Ma in città le voci continuano ad accavallarsi. La curiosità è sempre più morbosa. In molte case non si parla d’ altro e al mattino le edicole sono quasi prese d’ assalto. Tanto che il quotidiano fiorentino “La Nazione” ha riesumato la testata di “Nazione Sera” e ha messo in vendita a 300 lire un numero monografico dedicato alla vicenda del maniaco. Dodici pagine formato tabloit dal titolo “Mostro oltre l’ orrore”. In poche ore ne sono state vendute cinquantamila copie. Forse anche perchè Firenze pensa che questo incubo stia per finire. Ma le novità potrebbero arrivare anche dall’ altra inchiesta, quella condotta dal giudice istruttore Mario Rotella e dal sostituto procuratore Adolfo Izzo, che prende le mosse dal primo delitto. Stefano Mele, marito di Barbara Locci, uccisa a colpi di Beretta calibro 22 insieme al suo amante, Antonio Lo Bianco, nell’ agosto del 1968, è in carcere da due mesi accusato di calunnia. Potrebbe forse conoscere una parte della verità, visto che in quel delitto fu usata per la prima volta l’ arma divenuta poi il “marchio” del maniaco.

di PAOLO VAGHEGGI

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/09/29/il-mostro-in-trappola.html?ref=search

29 Settembre 1985 Stampa: La Repubblica – Il mostro è in trappola?
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