1° “ Sulle orme del mostro. Perquisiti di notte i sei piani di un ospedale fiorentino. Nel parcheggio era stato trovato un proiettile calibro 22” di Mario Spezi. Dopo la notizia del lembo di tessuto della vittima mandato alla magistratura, nella notte tra giovedì e venerdì, polizia e carabinieri, guidati da Fleury e Canessa, hanno perquisito a fondo l’Ospedale di Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri. La perquisizione mirava al sequestro della Beretta 22. Tra la mezzanotte e le cinque del mattino di venerdì gli agenti, suddivisi in squadre per ognuno dei sei piani, hanno aperto tutti gli armadietti, compresi quelli delle sale operatorie, le scrivanie e cercato in ogni anfratto dell’edificio. A portare gli inquirenti all’ospedale potrebbe essere stato lo stesso assassino che, dopo i messaggi di sfida, avrebbe lasciato una traccia importantissima. Già il 27 settembre era a tutti noto che martedì 10 settembre, il giorno dopo il duplice omicidio, una cartuccia cal. 22 per pistola, marca Winchester, serie “H”, come quella dei delitti, è stata rinvenuta da un inserviente nei pressi dell’ingresso lato posteriore dell’edificio, sulla rampa riservata alle ambulanze che conduce ai locali del pronto soccorso e ai garages. Gli inquirenti sembrano convinti che il mostro abbia perso la cartuccia per distrazione e ciò in conseguenza delle difficoltà di attuare il complesso piano da lui ideato per quest’ultimo delitto. S. Piero a Sieve, da cui è stata imbucata la lettera con il lembo di tessuto di Nadine. Quasi certamente S. Piero a Sieve è stato scelto per sviare l’indagine e, quindi, dopo aver imbucato il messaggio, l’assassino sarebbe tornato verso Firenze. Inoltre, è da considerare che i luoghi che hanno visto gli spostamenti del mostro, la notte tra domenica 8 e lunedì 9 settembre, sono collegati dall’autostrada e l’assassino, uccisa la coppia a San Casciano, potrebbe aver preso la vicina superstrada per arrivare in pochi minuti al casello di Firenze – Certosa. L’autostrada del Sole gli avrebbe poi consentito di raggiungere rapidamente San Piero a Sieve, nel Mugello da cui, imbucata la lettera, sarebbe ripartito verso lo stesso percorso. Se la traccia dell’Ospedale è valida, l’Ospedale si trova a poche centinaia di metri dal casello autostradale di Firenze sud e al centro di un reticolo di strade secondarie che permettono di arrivare in tempi brevi a Scandicci, Giogoli, Scopeti, i luoghi degli altri delitti. Circa la notizia dell’invio del lembo di tessuto di Nadine, il Procuratore Cantagalli ha aggiunto che era stata aperta un’inchiesta. Nella lettera non c’è alcun messaggio scritto. Spezi aggiunge: “ L’ora della spedizione, precedente alla scoperta dei cadaveri, l’identità del gruppo sanguigno del reperto e della vittima non lasciano dubbi sull’autore di quella che da tutti è considerata una sfida”.

2° “Quella busta mi ha subito insospettito” di M.S. (Mario Spezi). Parlano del commento di Silvia Della Monica nel cui ufficio, dal 10 settembre, stazionano in permanenza due agenti con grosse pistole alla cintola. Si dice che la lettera del mostro è arrivata alle 9,15 di martedì 10 settembre e, come tutte le lettere dirette ai magistrati, è finita sul tavolo del cancelliere capo Raffaele Bianco che si era subito insospettita e ha disposto che la lettera venisse visionata dal Procuratore capo che l’ha poi portata al magistrato cui era destinata. La lettera conteneva un foglio di carta bianca ripiegato all’interno del quale il mostro aveva messo il lembo di pube strappato a Nadine. La busta è stata imbucata nelle primissime ore di lunedì 9, poco tempo dopo il delitto e prima che i cadaveri venissero scoperti. Mandato alla Medicina legale, si è accertato che si trattava di tessuti umani, di gruppo sanguigno “A”, lo stesso della donna assassinata.

3° “Musatti: dopo quest’ultima “bravata” rischia di non essere più inafferrabile” (senza autore). Commento del Prof. Cesare Musatti che rende una dichiarazione all’Agenzia Italia e dice che il mostro è un individuo con forti perversioni sessuali, miste tra loro. E’ un sadico con spunti esibizionistici e un impotente che trasforma in impulso aggressivo il suo impulso sessuale. Questo suo colpire ha una coloritura “moralistica” e colpisce la donna perché rappresenta il peccato. Con l’invio del trofeo a Silvia Della Monica ha espresso anche il suo esibizionismo. Si legge sui giornali e trae piacere.

4° “Ma quel giorno è davvero vicino ?” (articolo di fondo). Si manifesta ottimismo per la cattura del mostro e poi si dice testualmente: “Ieri, e siamo quindi alla cronaca, un ospedale fiorentino viene perquisito in ogni suo anfratto da decine di carabinieri che lavorano per quasi una notte. Alla fine i magistrati, sia pure evasivamente, non escludono sia stato trovato qualcosa di importante”. Quindi, al di là dell’esito “negativo” della perquisizione, sarebbe stato trovato qualcosa d’importante.

5° “Nell’ospedale del terribile sospetto. E a San Piero a Sieve indicano una cassetta postale: “ E’ quella del mostro” di Umberto Cecchi. Si parla della perquisizione all’Ospedale e del fatto che una trentina di uomini, da mezzanotte alle cinque, alla presenza di Fleury e Canessa, hanno rovesciato come un guanto l’Ospedale di Ponte a Niccheri. Le reazioni del personale medico (soprattutto) e paramedico e dei pazienti ci sono state. Stizzite soprattutto quelle dei medici. Si dice che hanno aperto con la forza tutti gli armadietti. Si dice che nel self service si sussurra: “ …potrebbe lavorare qui dentro…”. Qualcuno dice che cercavano l’involucro di plastica nel quale il mostro ha avvolto il lembo di tessuto mandato alla Procura. Alle cinque tutto è tornato tranquillo.

6° “Visita al paese da dove è partito il macabro “messaggio”. Un centinaio di buste, quel lunedì mattina. Perché proprio qui ? “E’ un crocevia del Bigello”. Paura e distacco tra gli abitanti. Nessuno ha visto” di Alessandro Fiesoli. Si dice che a San Piero a Sieve le cassette sono quattro più altre sei nel territorio del Comune. Quella dell’ufficio postale di S. Piero a Sieve in cui è stato imbucato il messaggio, è la più nascosta.

28 Settembre 1985 Stampa: La Nazione
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