Il 26 Settembre 1985 una ragazza di diciotto anni, il cui nome è sconosciuto ed è stata chiamata fittiziamente “Anna“, terminate le lezioni presso il suo liceo nel centro di Firenze. Esce da scuola e si dirige camminando verso piazza della Libertà dove normalmente prendere il pullman della Sita per rientrare a casa a Borgo San Lorenzo. In quella giornata però l’attesa si protrae per via di uno sciopero dei mezzi. Decide quindi di incamminarsi verso casa sperando in un passaggio. In via Bolognese una macchina, una Talbot celeste, la affianca e il guidatore, visto il suo richiamo al passaggio, le offre di salire.

Sono le ore 13.15. Anna accetta il provvidenziale invito dello sconosciuto dato che fino a casa sono molti chilometri e l’uomo non le appare come una persona pericolosa.

I due scambiano quattro chiacchere durante il viaggio, e l’uomo le racconta di essere un rappresentate di commercio del settore dell’abbigliamento. Si occupa di fibbie per cinture e borse e vive a Scandicci, dove anche ha la sede la ditta per cui lavora. Infatti, si sta recando a San Piero a Sieve per lavoro.

La conversazione è banale e non certo inquietante sino a che l’uomo le dice: “Tu rischi a fare l’autostop. Novantanove volte ti può andare bene, ma la centesima potresti incontrare anche il mostro“.

All’interno della Talbot si crea un patos diverso. L’uomo agli occhi di “Anna” assume un atteggiamento diverso, da protettivo a fastidioso. Comincia a fare domande per cui la ragazza prova non solo imbarazzo ma inquietudine. “Hai un ragazzo? Ti apparti con lui a fare l’amore in campagna? E dove? Ma come le fanno le indagini a Borgo San Lorenzo?

Ad un certo punto “Anna”, sentitosi pressata reagisce “Basta, mi infastidisci“.

L’uomo a quel punto sembra voler alzare il livello dell’inquietudine e pronuncia queste parole: “Lo sai che questa volta il mostro ha mandato a un magistrato donna una lettera con un pezzo di carne tolta alla sua ultima vittima?

“Anna” è davvero turbata e ribatte: “No, non lo so, non l’ho mai sentita questa cosa

L’uomo a quel punto dice: “Allora mi sarò sbagliato…“.

Anna viene fatta scendere a San Piero a Sieve, davanti all’ufficio postale.

Sappiamo che la notizia della orrida lettera è stata mantenuta segreta, non trapela sino 26 settembre 1985, momento in cui appare tra le notizie ANSA verso le 14.30. Il proprietario della Talbot celeste non era possibile che avesse appreso della lettera, e di cosa esattamente conteneva, se non dopo le 14.30 di quello stesso giorno, ma “Anna” era con lui sin dalle 13.15.

La busta è stata recapitata il 10 settembre 1985 in Procura, all’attenzione del magistrato Silvia della Monica.  La notizia della lettera, con indirizzo scritto mediante ritagli di giornale, e contenente un lembo di seno di Nadine Mauriot, la ragazza francese uccisa assieme al suo compagno Jean Michel Kraveichvili nella piazzola degli Scopeti, è stata volutamente tenuta segreta .

In seguito alla notizia riportata dall’ANSA il segreto della lettera rimbalza, il giorno dopo 27 settembre, su tutti i giornali.

“Anna” apprende la notizia solo in quel momento e si convince che quell’uomo non poteva sapere della missiva. Ne parla solo con un’amica che la consiglia di parlare con suo amico agente dei Carabinieri. Quest’ultimo la convince a rivolgersi agli stessi Carabinieri cosa che “Anna” fa con una telefonata e ai carabinieri chiede la data precisa della diffusione della notizia sulla lettera.

Non è dato conoscere l’esatto contenuto della sua telefonata ma dovrebbe esiste la registrazione della stessa e sappiamo che, subito dopo, si mise in moto un’attività investigativa per risalire all’identità del soggetto.

La notizia di questo uomo inquietante e dell’autostop fatto da “Anna” viene riportata da Mario Spezi su La Nazione del 19 ottobre 1985, lo stesso giorno in cui “Anna” viene sentita per ben quattro ore nel pomeriggio dai Carabinieri di Borgo San Lorenzo. “Anna” descrive questa persona come un cinquantenne alto, robusto, molto stempiato e vestito in modo elegante.

I carabinieri si recano alla ditta di San Piero A Sieve indicata dall’uomo. Questa azienda era da lui raggiunta quel giorno per rifornirsi di componenti per le fibbie. I titolari negano però di aver avuto a che fare con una persona di Scandicci rispondente alla descrizione fornita da “Anna”.

“Anna” avrà modo di rivedere il guidatore della Talbot celeste il giorno 21 ottobre 1985.

26 Settembre 1985 Il passaggio ad “Anna”

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