Il 10 Settembre 1985 Gianni Zoppi, impiegato postale, guardia venatoria volontaria alle dipendenze della Federcaccia, rilasciava una testimonianza a verbale al Commissariato di Sesto Fiorentino, verbale redatto dall’Ispettore Carmine Picarella e poi trasmesso al Dirigente Regionale della Criminalpol. In pratica riferiva che i due cittadini francesi, uccisi a San Casciano, ed i cui volti aveva visto sul giornale “La Nazione” di quel giorno, erano stati allontanati da lui e da un suo collega, tale Francesco Cellai, durante un servizio di vigilanza venatoria in via di Carmignanello, intorno alle ore 7.15 del 4.9.1985, in quanto erano accampati in uno spiazzo, frequentato da coppie, dove vigeva il divieto di campeggio imposto dal Comune di Sesto Fiorentino.

Aggiungeva che, prima di allontanarsi dal posto, aveva constatato che i due turisti effettivamente avevano tolto la tenda, allontanandosi. Dichiarava, altresì, nella stessa zona, nei giorni precedenti, aveva notato una moto di grossa cilindrata di colore bianco, presumibilmente di marca BMW o Moto Guzzi, targata sicuramente Firenze, con due borse laterali, alla cui guida vi era un uomo di circa 55 anni, di robusta costituzione, alto un metro e 75, viso tondo, carnagione scura.

Precisava al riguardo che sarebbe stato in grado di riconoscere quell’uomo. Lo Zoppi non veniva risentito perché, nel frattempo, era deceduto (fine anni 80 inizi 90).

Verbale delle dichiarazioni dello Zoppi: “Avendo appreso dai quotidiani la notizia dell’omicidio commesso a San Casciano V. di P., in merito desidero far presente che i volti delle persone pubblicati oggi da La Nazione li ho visti a Sesto Fiorentino in via di Carmignanello e per l’esattezza alle ore 7:15 del 4 settembre mentre mi trovavo in servizio di vigilanza venatoria all’altezza di una villa molto all’interno della campagna. Su di uno spiazzo frequentato da coppie ho visto la tenda canadese e una Golf bianca con targa francese, mi sono avvicinato e con educazione ho chiesto agli occupanti di uscire e di mostrami i documenti perché in quella zona vige il divieto di campeggio. Senza esitazione mi esibivano i loro documenti dei quali non veniva annotato alcun dato perché era solo per il riconoscimento, dopo di che gli stessi sono stati invitati ad allontanarsi. Dopo 15 minuti sono tornato sui miei passi e ho notato che si erano allontanati. Questa mattina dai giornali ho riconosciuto i loro volti apprendendo anche che sono stati uccisi. Desidero ulteriormente precisare che i turisti parlavano in lingua francese e il colloquio con loro è avvenuto in questa lingua perché la conosco abbastanza bene. In mia compagnia e per lo stesso servizio si trovava la Guardia venatoria Francesco Cellai“.

Come vedremo in seguito, da successive testimonianze del 1 Ottobre 2001 di Francesco Cellai e Andrea Ceri, queste confermano le parole di Gianni Zoppi, che l’incontro con i due turisti francesi è realmente avvenuto. Il Ceri addirittura riferisce che alcuni giorni prima del’incontro di zoppi e cellai con i francesi, nello stesso luogo, aveva trovato tre cerchi realizzati con delle pietre di circa 90 cm. di diametro, li fotografa ed in seguito nello stesso posto, sempre da Andrea Ceri, viene trovato anche un proiettile calibro 22 Winchester Long Rifle serie H inesploso.

10 Settembre 1985 Trascrizione del verbale di Giovanni Zoppi

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