Il 9 settembre 1985 gli inquirenti, arrivati alla piazzola, cominciano un’ispezione della stessa.

Partendo da via degli Scopeti e percorsi circa 60 mt di uno stradello in salita che si inerpica nel bosco si apre una radura a forma rettangolare di 33×10 mt.

Sul terzo destro di detta radura è presente un passo da cui si accede ad un secondo spiazzo di forma ovoidale, parallelo al primo, lungo 12 mt e largo 3,5 mt.

Sul terzo sinistro, delimitato da una siepe, si trova una Golf bianca con targa francese posta a circa 1.5 mt dalla tenda. L’auto ha gli sportelli chiusi a chiave e sul sedile posteriore monta un seggiolino per bambini. Sulla canaletta di scolo, all’altezza della parte terminale del montante sinistro anteriore, c’è una piccola macchia di sangue.

La polvere sulla vettura è uniforme su tutta la carrozzeria tranne che sul lunotto posteriore dove si apprezzano tre impronte per asportazione. Nella borsa ritrovata all’interno della tenda vengono recuperate le chiavi della macchina. Ad una prima ricerca sul sedile destro si rileva una cartina stradale. Sul cruscotto una confezione di mentine, alcuni fogli, una bottiglia con liquido grigio e una di acqua minerale. Sul pianale posteriore una pompa da pneumatici e una griglia. Sul divanetto posteriore due maglioni ed un seggiolino per bambini oltre altro vestiario contenuto in delle borse da viaggio.

A circa 6 metri dal posteriore dell’auto viene ritrovata la custodia della tenda.

La tenda, di tipo a igloo, mostra due ingressi. Quello principale è orientato verso la strada e uno posteriore orientato verso la radura. La cerniera del primo risulta aperta mentre quella dell’apertura posteriore è ritrovata chiusa.

Entrata posteriore

Nell’osservare la parte posteriore della tenda si rileva, sulla metà di destra, un taglio di 40 cm che sembra realizzato con un andamento dall’alto verso il basso. Sull’angolo sinistro sempre della parte posteriore viene rilevato un secondo squarcio a forma di L causato probabilmente da un proiettile, infatti sul telo interno si nota un foro ovoidale alla stessa altezza.

La tenda presenta un telo esterno impermeabile di colore grigio e una tenda interna interna di colore giallo. Sul fondo è adagiato un materassino gonfiabile su cui è stato ricavato il letto. All’interno viene trovato un borsone da viaggio con tutte le aperture chiuse da cerniera, le scarpe di entrambi i ragazzi, ma nessuna fonte di illuminazione.

Sul materassino, in posizione laterale sul fianco sinistro, si trova il cadavere della ragazza. La testa è rivolta verso il lato destro della tenda con la faccia rivolta verso l’ingresso della tenda. Il braccio sinistro disteso sul materassino in direzione dell’ingresso e quello destro nella stessa direzione, ma con il gomito piegato. Sotto la trapunta che parzialmente copre il corpo della donna sino all’addome, ci sono le gambe l’una sovrapposta all’altra. Rispetto al tronco le cosce sono a circa 90° mentre il resto della gamba, dato la piega delle ginocchia, puntano verso l’angolo interno anteriore sinistro. Il piede destro trattiene una maglia che si trova tra la fine del materassino e l’incerata della tenda.

Si presenta con uno stato medio di decomposizione, colore marrone molto intenso, gonfiore molto pronunciato e ampie zone di epidermolisi.

L’apertura anteriore è parzialmente occupata dal penzolare della retina zanzariera sulla quale si evidenziano 5 fori di proiettile. Detti fori corrono più o meno su di uno stesso perpendicolare al terreno ad una distanza dal margine inferiore del bordo della tenda che va dai 10 ai 56 cm.

Sul terreno a circa 80 cm dall’entrata anteriore viene rilevata una consistente gora di sangue approssimativamente di 20 cm di diametro.

Ad una distanza di 5 mt dall’ingresso del secondo spiazzo ovoidale, cioè a circa 13 metri dalla tenda, viene repertato sul terreno un consistente versamento ematico. In un vicino anfratto, a circa 1.5 metri oltre il ciglio, è disteso in posizione supina il corpo del ragazzo. Ha gli arti superiori ruotati verso l’alto e piegati sopra la testa. Quelli inferiori stesi in avanti che poggiano su un cespuglio che li mantiene sollevati a circa 50 centimetri dal terreno.

Sul lato sinistro e su quello destro del corpo vi sono dei bidoni in plastica di vernice da 15\20 Lt. I coperchi di questi bidoni sono stati usati per coprire parzialmente la testa della vittima. Il ragazzo presenta uno stato medio di decomposizione.

Durante il sopralluogo, alla vittima maschile, vengono contate 9 ferite da arma da taglio dislocate sulla schiena, sul torace e al collo. Sul braccio sinistro presenta lesioni definite “da difesa”.

In prossimità della chiazza di sangue, probabile area dell’attacco all’arma bianca, viene repertata l’impronta, profonda, di un tacco appartenente ad una scarpa numero 44.

All’interno della tenda, quasi sul bordo dell’apertura viene repertato un bossolo. Altri 2 bossoli analoghi si trovano sparsi sul terreno. Uno a destra del fronte della tenda e leggermente oltre il fronte anteriore stesso. Uno in prossimità dell’albero presente davanti alla tenda.

9 Settembre 1985 Primo sopralluogo alla piazzola di Scopeti

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