Il 9 settembre 1985, alle 23.30, Salvatore Vinci, su ordine del Sostituto Paolo Canessa, viene sottoposto al guanto di paraffina. La procedura è eseguita dal M/llo Gianluigi Gasperini insieme al Brigadiere Vincenzo Cianci effettivi presso la Scuola Sottufficiali Carabinieri, abilitati ai rilevamenti tecnici.

Questo il verbale: 9 settembre 1985 Guanto paraffina Salvatore Vinci

Come è noto, il metodo consiste nel liquefare in un pentolino della paraffina pura, che viene poi spalmata con un pennello sulle mani, allo scopo di conglomerare al suo interno eventuali residui della combustione della polvere da sparo.
Le mani del Vinci, così come descrive il sottufficiale nella sua relazione di servizio, si presentano arrossate nella zona dorsale e nelle dita, con una elevata sensibilità e ad ogni applicazione l’interessato si lamenta dell’eccessivo calore. Questo comportamento è sembrato strano al sottufficiale, in quanto prima di applicare la paraffina egli prova la temperatura nella parte interna del suo polso. Tuttavia, lasciata raffreddare la paraffina più del dovuto, fino a farla quasi rapprendere e lamentandosi ancora il Vinci, il M/llo Gasperini gli chiede con che cosa si fosse lavato le mani, per ridurle con quell’arrossamento e stato di sensibilità, ed il medesimo, senza rispondere o dare giustificazioni di alcun tipo, da quel momento smette di lamentarsi.
L’esame effettuato al Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche ha consentito di rilevare solo apprezzabili quantità di antimonio nelle soluzioni relative ai tamponi dorso e palmo della mano destra, e siccome non è stata rinvenuta traccia di bario, l’altro elemento indispensabile per la determinazione dei residui carboniosi della polvere da sparo, l’esame stesso ha dato esito negativo, lasciando notevoli dubbi e perplessità. Vedi Rapporto Torrisi del 22 aprile 1986.

Questo riportato è il parziale verbale del risultato del guanto di paraffina: “Le mani del Vinci si presentano arrossate nella zona dorsale e delle dita, con una elevata sensibilità e ad ogni applicazione l’interessato si lamenta dell’eccessivo calore. L’esame effettuato al Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche ha consentito di rivelare solo apprezzabili quantità di antimonio nelle soluzioni relative ai tamponi dorso e palmo della mano sinistra, e siccome non è stata rilevata traccia di bario, l’altro elemento indispensabile per la determinazione dei residui carboniosi della polvere da sparo, l’esame stesso ha dato esito negativo, lasciando notevoli dubbi e perplessità“.

9 Settembre 1985 Guanto di paraffina per Salvatore Vinci

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