UCCISO IL CONTE CORSINI DOPO UNA LITE MISTERIOSA

FIRENZE (V.M.) – Il marchese Roberto Corsini, 34 anni, è stato ucciso con una fucilata al volto nella sua riserva, Le Mozzette, a San Piero a Sieve, a una ventina di chilometri a nord di Firenze, alle porte del Mugello. Il corpo è stato trascinato per un centinaio di metri e nascosto in una ansa del torrente Levisone, ai piedi di un albero. Così lo hanno trovato alle dieci i dipendenti della sua azienda agricola che, preoccupati per non averlo visto rientrare, avevano organizzato una battuta. I carabinieri di Borgo San Lorenzo e quelli del nucleo operativo di Firenze, hanno interrogato per tutta la giornata numerosi cacciatori. Gli investigatori pensano che l’ omicida, quasi sicuramente un bracconiere, possa essere stato visto da qualcuno. Nella zona infatti sono state sparate molte cartucce. Il marchese Roberto Corsini, proprietario di un’ azienda di circa trecento ettari, si era allontanato da casa domenica verso le 17 quando aveva sentito alcuni colpi di fucile che sembravano essere stati esplosi all’ interno della riserva di caccia. Nessuno lo ha più visto tornare. Una sola fucilata l’ha raggiunto in pieno volto. A circa duecento metri dal torrente Levisone i carabinieri hanno trovato un fagiano centrato con un colpo di doppietta. Con ogni probabilità Roberto Corsini si è imbattuto in un gruppo di bracconieri, uno dei quali, dopo un diverbio, avrebbe esploso un colpo di fucile che lo ha colpito in pieno viso. Il cadavere sarebbe poi stato nascosto sott’ acqua. Roberto Corsini, apparteneva ad un ramo, quello dei marchesi di Lajatico, della celebre famiglia principesca che dette a Firenze otto gonfalonieri e cinquantasei priori e alla Chiesa un papa, Clemente V, e un santo, Andrea. Quarto di cinque fratelli era imparentato con famiglie molto conosciute a Firenze. Il marchese Corsini abitava nella tenuta di San Piero a Sieve insieme alla madre, Laura Ginori Venturi. Il padre morì in Francia otto anni fa per un infarto. Nella grande azienda, dove si coltiva soprattutto grano e granoturco, è annessa una riserva di caccia che confina con un’ altra che proprio durante la preapertura è stata “scartellinata” ed è quindi meta di tanti cacciatori del Mugello. Roberto Corsini, domenica, era stato attratto proprio da alcuni colpi sparati nella sua riserva: cinquanta metri più in là c’ è il torrente Levisone.

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21 Agosto 1984 Stampa: Repubblica.it
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