Il 31 Luglio 1984 Pietro Pasquini, di professione macellaio si recò presso il fiume Sieve per lavare l’auto, nell’occasione notò delle tracce di sangue su alcune pietre. Dato che la sua posizione non era molto distante da dove era avvenuto il duplice omicidio di Pia Rontini e Claudio Stefanacci, decise di avvertire i genitori di Pia Rontini. Si recò quindi presso l’abitazione dei Rontini e trovò Luciano Bartolini, artigiano bronzista, che era andato a far visita ai due genitori di Pia. Il Rontini, il Pasquini e il Bartolini decisero di avvertire il maresciallo dei Carabinieri che risultò essere il maresciallo Muratta della stazione di Borgo San Lorenzo. Tutti e quattro si recarono sul posto. Le macchie partivano dall’asfalto subito oltre la piazzola e si dirigevano verso la Sieve fino ad attraversarla. Risultava come un percorso che dalla piazzola andava oltre il fiume, una serie di gocce di sangue che sulle pietre si evidenziavano meglio. Alcune di queste pietre furono raccolte dai Carabinieri per esaminarle.

Per quanto è dato sapere nessuna analisi o riscontro è risultato dall’analisi di quelle pietre. Si trattava veramente di sangue? E nel caso lo fosse, quale era il gruppo sanguigno di appartenenza? Il fatto che dalla Sagginalese il gocciolamento arrivasse fin oltre la Sieve è emblematico. Un reperto anatomico non continua a gocciolare cosi abbondante sangue da marcare un tratto cosi lungo? Se si considera dalla piazzola sono 100 m. di tratto, e partendo dalla strada sono 53 m.. 100 metri di gocciolamento sono sproporzionati rispetto alla quantità di sangue che poteva contenere il feticcio. Sarebbe più logico pensare ad una ferita beante che non tamponata ha continuato a gemere lungo tutto il tragitto percorso. Quindi supporre che quella “scia” di sangue potesse essere dell’assassino non è astruso. Incredibilmente poi Lotti ricorda che Pacciani e Vanni andarono alla Sieve a lavarsi. Peccato che il Pasquini descrive le macchie che attraversano il letto del fiume, che essendo in secca, esponeva varie pietre macchiate. La solita leggerezza investigativa? Da dire che il Pasquini affermò in seguito, deponendo in tribunale, che dopo poco non vi erano solo i Carabinieri, ma anche la polizia e la DIGOS.

30 Luglio 1984 La scoperta del sangue sulle pietre della Sieve da parte di Pietro Pasquini
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