27 Luglio 1984, venerdì, fu uccisa Giuseppina Bassi, soprannominata Pinuccia. Si tratta di una donna di 55 anni originaria di Rovigo che si era trasferita a Firenze nei primi anni sessanta dopo che era rimasta in stato interessante. Ex modella ed indossatrice aveva avuto una relazione con un ex pilota automobilistico.

La sua residenza negli anni ’70 era a vaglia e coabitava insieme a Pasquino Casati. Entrambi nel 1976 vennero arrestati con per il possesso di armi e 300 grammi di eroina. Entrambi furono assolti in appello.  I due si separarono e Pasquino Casati venne poi arrestato in Spagna dove finì in carcere.

La Bassi si trasferì di residenza in via Fiesolana. Aveva iniziato a prostituirsi per mantenersi ed esercitava presso via Tornabuoni. La figlia della Bassi si era nel frattempo sposata e trasferita a Milano. La figlia non ha mai sospettato che la madre eserciti il meretricio per sbarcare il lunario.

Per maggior sicurezza La Bassi decide di prendere in affitto un piccolo appartamento dove esercitare la prostituzione, appartamento che affitta dal suo amico Umberto Cirri in via Benedetta n.2 a Firenze. L’appartamento si pone a metà strada fra la stazione di Santa Maria Novella e la discoteca Space Elettronic. Il bilocale consta di una camera con un letto da una piazza e mezzo, un tavolinetto con una lampada, due poltrone e un divano. Su un altro tavolinetto ci sono molte riviste pornografiche. Vi sono poi dei vasi con fiori finti e alcuni quadri alle pareti oltre ad un post piuttosto grande di Marylin Monroe. In questo ambiente ha uso ricevere i clienti dall’inizio del pomeriggio fino a notte fonda. La donna era sempre molto cortese, riservata e ben vestita, nessuno poteva immaginare la sua professione.

La Bassi fu trovata da Umberto Cirri, un amico e padrone di casa dell’appartamento in via Benedetta. Il corpo della donna si trovava disteso a terra sul tappeto presente nella camera da letto e si presentava completamente nudo, con le gambe divaricate ed una vistosa ecchimosi sul collo causata dallo strangolamento che l’aveva portata alla morte.

La Mattina  del 27 luglio 1984 la Bassi ha un appuntamento con cirri per andare a trovare la moglie di lui che è ricoverata presso un ospedale. Il Cirri aspetta la Bassi a lungo ma questa non si presenta, prova a chiamarla al telefono, ma non risponde nessuno. Il Cirri dopo essere andato da solo a trovare la moglie decide di andare in via Benedetta a cercare la Bassi. Arriva all’appartamento alle 13.00 circa e trova la porta socchiusa. Cirri trova il corpo  della Bassi supino con gli occhi sbarrati. Il cane della donna, uno yorkshire di 4 anni di nome Puffy, è sotto il letto. 

Gli inquirenti giungono sul posto e registrano che il letto è disfatto, ma non vi è segno di nessuna colluttazione, la donna non ha opposto nessuna resistenza al suo assassino, infatti il corpo non presenta nessun segno di violenza se non lo strozzamento. Nel sopralluogo viene notata l’assenza della sua borsetta dove riponeva l’incasso che poteva arrivare anche a mezzo milione di lire al giorno. Interrogati i conquilini descrivono la Bassi come una persona gentile e rispettosa, molto riservata e molto discreta. Nessuno ha udito rumori particolari o grida. 

Il corpo viene rimosso e consegnato all’Istituto di Medicina Legale dovei medici legali Mario Graev e Mauro Maurri eseguono l’autopsia. Come visto nel sopralluogo il corpo non presenta segni di colluttazione ed è stata strozzata da una persona di una certa forza fisica in quanto anche la donna era robusta e altrettanto doveva essere l’omicida per afferrarla per il collo e praticare una stretta cosi violenta da impedire ogni reazione. Non viene rilevata nessuna traccia sotto le unghie, né peli, né sangue, né fibre di nessun tipo. La morte viene datata intorno alle 2.00 di notte del venerdì 27.

Gli investigatori cercano informazioni fra i clienti e le “colleghe” ma non emerge niente se non il nome di Salvatore F.. Da indagini successive risulta che Salvatore F. aveva sfruttato Giuseppina Bassi facendosi consegnare somme di denaro fino al 26 luglio 1984. Il Salvatore F. viene quindi arrestato per sfruttamento della prostituzione ed omicidio. Il giorno 20 ottobre 1984 il Giudice Istruttore Stefano Campo rinvia a giudizio Salvatore F. per sfruttamento della prostituzione ma stralcia l’omicidio volontario. Il 28 novembre 1984 Salvatore F. viene condannato ad un anno e cinque mesi più 400.000 lire di multa.

Ubaldo Nannucci, Sostituto Procuratore della Repubblica a Firenze esclude che possa trattarsi della stessa persona che ha ucciso altre mondane a Firenze. L’omicidio è rimasto irrisolto.
27 Luglio 1984 Delitto di Giuseppina Bassi
Tag:                 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Traduttore