Pochi giorni dopo l’espediente di Silvia della Monica ad uno dei soccorritori della Croce Rossa, Lorenzo Allegranti, arrivarono due telefonate sospette. Nella prima, arrivata il pomeriggio dell 22, è un uomo che si presenta come facente parte della Procura di Firenze, poi non ottenendo informazioni ritelefona dichiarando di essere il MdF. In entrambe le telefonate ha una voce educata, ferma e senza inflessioni dialettali, ed era interessato a cosa avesse detto Paolo Mainardi prima di morire.

Allegranti a seguito di queste due telefonate si presenta alla stazione dei carabinieri di Montespertoli per denunciare l’accaduto. Spiega che l’anonimo interlocutore, nella prima telefonata, gli dice di telefonare per conto della procura di Firenze e vuole sapere che cosa abbia detto il Mainardi durante il percorso in autoambulanza, prima che arrivasse in ospedale, dove poi muore. Allegranti non comunica niente ma fa presente che se la procura desidera avere informazioni da lui può convocarlo. La voce maschile dall’altra parte del telefono si irrita per la risposta e prova ad insistere per poi concludere bruscamente la telefonata. I CC di Montespertoli verbalizzano e poi trasmettono la denuncia alla procura di Firenze.

Allegranti riceve altre telefonate sia sul posto di lavoro che a casa ma stavolta lo sconosciuto si qualifica come MdF e la domanda è sempre la stessa, “Che ha detto il Mainardi?”.

Le telefonate sembrano proseguire nel tempo, addirittura una raggiunge Allegranti in vacanza nell’agosto del 1984 presso una pensione dove alloggiava a Rimini. L’Allegranti racconta che una sera stava cenando quando lo chiamano al telefono. Riconosce ancora una volta la voce dello sconosciuto che gli dice: “Stai attento tu sei un uomo finito”. Allegranti per l’ennesima volta si reca dai CC di Rimini ai quali racconta nuovamente tutta la storia sino a questa ultima telefonata facendo verbalizzare il tutto.

Questa sarà l’ultima telefonata da parte dello sconosciuto.

22/23 Giugno 1982 Telefonate a Lorenzo Allegranti

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