Il 25 novembre 1985 Fosco Fabbri viene nuovamente sentito, dopo la testimonianza del 23 ottobre 1981, e rilascia questa dichiarazione: “La S.V. mi chiede se io non dica la verità o per lo meno tutto quello che so, per paura. Io non ho paura, perché questo tizio che uccide non è legato ad una catena. Voglio dire che è solo e, una volta preso, non c’è più pericolo. Voglio dire che non si tratta né di ‘ndrangheta né di camorra. Voglio dire che non si tratta di persone organizzate perché, a questo punto, qualcuno si sarebbe sputtanato“.

Questa dichiarazione di Fosco Fabbri, alla luce del successivo delitto dell’ottobre del 1981, è una dichiarazione dettata proprio dalla paura. tanto che il Fabbri rende pubblica la sua intenzione di non parlare della verità dicendo esattamente il contrario di quello che sa. Lo fa dicendo, affermando, di trattarsi di una sola persona e non certo di un gruppo che Fabbri indica come “catena” cioè una struttura fatta di più anelli. Rimarca che una volta catturato il singolo il pericolo cessa, cioè il contrario di ciò che succede in organizzazioni strutturate come la ‘ndrangheta e la camorra. Una dichiarazione che esprime esattamente il contrario di ciò che viene detto, confermato dal fatto che il Fabbri sente la necessità impellente di fare queste puntualizzazioni per spiegare perchè non deve avere paura. Negare la pluralità dei soggetti che nessuno aveva nemmeno ipotizzato.

25 Novembre 1981 Interrogatorio di Fosco Fabbri

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