Fosco Fabbri viene nuovamente interrogato dagli inquirenti in quanto coinvolto da Enzo Spalletti che lo colloca insieme a lui nella serata del 6 giugno 1981.

Confermò nuovamente di essersi incontrato con Enzo Spalletti ed aver con lui cercato una coppia da spiare, non avendo trovato nessuno a mezzanotte è rientrato a casa da solo. Ammette anche di essere tornato sul posto dell’omicidio il giorno successivo, assieme a Spalletti, per “…vedere se era possibile, con l’esperienza di guardoni, fare qualcosa di utile per scoprire l’assassino“. Cosa che aveva negato nell’interrogatorio del 12 giugno 1981.

Durante l’interrogatorio racconta un episodio successo nel 1977 durante un’escursione come guardone nel bosco di San Michele. Un giorno mentre era nascosto in attesa di una coppia da spiare, si paventò davanti a lui un tizio che identifica in divisa, anche se non riconobbe il corpo di appartenenza. Si trattava di un uomo giovane, di circa 30 anni, abbastanza alto, mi pare moro, robusto e con uno sguardo intenso e minaccioso.

L’uomo scese dalla sua auto e minacciandomi con la pistola in pugno mi costrinse a salire sulla sua autovettura, un’auto civile senza radio.

Mi costringe ad ascoltarlo per una buona mezzora. Una predica in cui prima mi accusò di essere un criminale, un pervertito ed un vigliacco. Poi una serie di raccomandazioni su come si deve comportare il bravo guardone. Deve fare attenzione a non molestare la coppia, a non avvicinarsi troppo, non deve essere troppo invadente. Se vengono seguite queste indicazioni non si commette alcun reato.

Anzi a quel punto disse che erano i “guardati” le persone che commettono un reato dato il loro comportamento in pubblico. A quel punto, dopo una mezzora,  venni invitato a scendere e il soggetto se ne andò.

Fabbri aggiunge che in un primo momento si era presentato come una guardia forestale, ma poi durante la paternale si era qualificato che in seconda battuta avrebbe detto di essere un poliziotto.

13 giugno 1981 Trascrizione interrogatorio di Fosco Fabbri

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