Il 12 giugno 1981 Fosco Fabbri viene interrogato dagli inquirenti in quanto coinvolto da Enzo Spalletti che lo colloca insieme a lui nella serata del 6 giugno 1981. Subito ammette di essere un guardone da molti anni e racconta i suoi spostamenti la sera del sabato scorso. Alle ore 22:30 di sabato 6 giugno smette di studiare musica e prende la sua auto, una Fiat 127 gialla, per dirigersi alla Roveta alta. Questo è uno dei luoghi dove di solito spia le coppie in compagnia di alcuni amici.

Le sue zone preferite vanno da Via Delle Croci a San Michele, comunque sempre nei dintorni della Taverna Del Diavolo. Riferisce che alla Roveta alta vede tre auto parcheggiate, le descrive in termini molto generici. Un’auto scura in mezzo al prato, auto bianca dietro una siepe, auto nera oltre la strada in uno spiazzale. Non riesce ad identificare i modelli delle auto che si riducono a forme tipo la sua 127, oppure a generici modelli Volkswagen.

Fosco Fabbri racconta che Enzo Spalletti arriva dopo di lui e per una mezzora rimangono a chiacchierare, circa fino alle 23.30. a quel punto si salutano perché sembrano non esserci coppie interessanti da osservare.  Fosco riferisce che per rientrare a casa scegli la via più tortuosa, e cioè via dell’Arrigo anche per vedere se ci sono coppie dalla parte di via delle Croci. Quando si allontana crede di sentire l’amico Enzo mettere in moto l’auto, ma poi non lo vede dietro a lui percorrere la stessa direzione e quindi crede che sia rientrato a casa.

Fabbri racconta: “Effettivamente io sono passato davanti al viottolo in cui è avvenuto il delitto anzi chiaramente davanti all’imbocco del viottolo, ma escludo di aver notato qualcosa di sospetto, né ho sentito grida o spari. Tra l’altro lì vicino vi è una discoteca e quindi vi è molto frastuono“.

Il Fabbri dichiara che alle ore 00.15 rientra a casa.

Fosco racconta che il giorno dopo cioè la domenica lui non viene a sapere nulla dell’omicidio. Si reca ad Ugnano con degli amici e tornando a casa, circa alle 22.00 passa da Roveta alta per vedere se ci sono coppie da spiare. Giunto al bivio dopo la Taverna Del Diavolo incrocia l’auto di Enzo Spalletti e i due si fermano a scambiare quattro chiacchere, senza nemmeno scendere dalle auto. Fosco Fabbri dice che Spalletti non gli accenna minimamente a ciò che è avvenuto a Mosciano ed è quindi pacifico per lui che Enzo non ne era a conoscenza.

Il lunedì Fosco racconta di essere andato al lavoro e è li dove apprende del delitto, parlando con i colleghi della bottega.  Aggiunge anche di aver detto in quel momento: “Ecco perché ieri sera non c’era nessuno“.  Mentre parla con i colleghi riceve una telefonata da Enzo Spalletti che è alla Misericordia dove lavora: «Hai visto che è successo?», riferendosi all’omicidio. Fosco racconta che i due commentarono che da quel momento non era più il caso di andare in quella zona.

Durante l’interrogatorio Fosco Fabbri riferisce anche i nomi di altri suoi amici guardoni e specifica che dopo la telefonata di Lunedì con Enzo Spalletti non ha più sentito nessuno  degli amici indiani e di non essere più tornato a spiare le coppie per paura. Aggiunge di non aver fatto nessuna ricerca per individuare l’assassino anche perchè le voci che circolavano era che si trattasse di un ex spasimante della donna. Interrogato sul delitto dei Borgo San Lorenzo ha riferito che fra i guardoni : “si commentava che i guardoni non potevano stare più tranquilli, che era finito il divertimento“.

12 giugno 1981 Interrogatorio di Fosco Fabbri

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