Guido Giovannini

Circa a 00.30 del 17 settembre 1974 l’app. Mario Di Pirro, in servizio presso il Nucleo Investigativo, riceveva una telefonata da parte del “113” della Questura di Firenze La questura di Firenze ha all’apparecchio una persone che riferisce notizie in merito al duplice omicidio avvenuto a Borgo S.Lorenzo. Questa persona dichiara che nella serata di giovedì 5 settembre, verso le 18,30-19, nel transitare da “Polcanto” diretto a “Ferraiolo”, si è appartato con la fidanzata in un bosco in zona. Dopo qualche minuto ha avvertito dei rumori e visto avvicinarsi un uomo armato di bastone e punteruolo. Alla sua reazione l’uomo scappava.

Dopo alcune titubanze l’anonimo al telefono dichiara di chiamarsi Clusini Gino e proseguendo il suo racconto afferma che dopo che lo sconosciuto si era allontanato egli era stato avvicinato da un uomo che gli aveva riferito che lo sconosciuto armato aveva tentato in precedenza di aggredire anche suo cognato.

Nella relazione del militare, si legge che l’aggressore è in possesso dell’autovettura Fiat 127 targata FI. 575386, intestata, per come accertato, a Giovannini Guido, nato a Francavilla M/ma il 17/7/1934, e residente a Borgo S.Lorenzo, via della Repubblica 44.

Guido Clusini fu poi interrogato a verbale ed ampliò il suo racconto con una descrizione del fatto: “conferma che verso le ore 19 del 5 settembre, in località sita tra “Polcanto” e “Salsiole”, all’interno della sua autovettura Autobianchi 112, in compagnia della sua fidanzata con le quale si era appartato, venne attratto da rumori da calpestio. Sceso dalla macchina, scorgeva uno sconosciuto che cercava di allontanarsi dalla stessa, che egli rimproverò chiedendogli se era contento di quanto aveva visto. Repentinamente lo sconosciuto si rigirava, si dirigeva verso di lui minacciandolo con un bastone che impugnava con una mano, mentre nell’altra teneva un arnese, che poteva essere un cacciavite o punteruolo. Il Clausini lo bloccava e gli faceva cadere il bastone di mano. Lo sconosciuto si allontanava. Il Clusini che quando era giunto sui luoghi aveva notato, nei pressi, una 127 di colore bianco, montò sulla sua macchina, per andare a rilevarne il numero, essendo questa coperta dalla sua vista dalla vegetazione, senza riuscire nel suo intento, poiché lo sconosciuto, raggiunta la 127, si era già allontanato. Poco dopo si imbatteva con un tale – in seguito identificato per Giannini Giampiero il quale lo fermò per dirgli che aveva visto ciò che era accaduto, precisando che un episodio un po analogo a quello a lui capitato, era successo anche a suo cognato, poi identificato per Barbugli Giuseppe, negli stessi luoghi, e che questi aveva rilevato il numero di targa del mezzo col quale lo sconosciuto disturbatore, in quella occasione, si era allontanato, fornendo il numero di targa della Fiat 127, FI:575386.

Il Clusini descrive lo sconosciuto per uno dall’apparente età di anni 35-40, alto 1,65 circa ,corporatura piuttosto robusta, carnagione bruna, capelli neri di taglio normale, pettinati all’indietro, accento meridionale.”

Giannini Giampiero sentito subito dopo in merito a quanto riferito dal Clusini dice di aver sentito delle grida e di avere quindi notato un’autovettura di colore bianco allontanarsi dai luoghi, quindi di essere stato avvicinato da un’autovettura Autobianchi con a bordo un uomo e una donna (il Glusini e la fidanzata), e di essere stato informato, dall’uomo, che mentre lo stesso era appartato con la fidanzata, era stato molestato da un tale. Egli lo informò, saputo che l’auto vista dal medesimo era una 127, di un episodio di minacce subita dal proprio cognato che aveva rilevato il numero di targa del disturbatore, e di cui aveva preso annotazione.

 

17 Settembre 1974 Telefonata di Clusini Gino alla Questura di Firenze

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