Maria Sorrentino è la moglie del De Felice, nata Il 15/5/1942 a Poggiomarina (Napoli), residente a San Angelo a Lecore nel comune di Campi Bisenzio, in via Vingone n.154.

D.R. Come ha già detto mio marito quella notte mentre stavo dando da bere ai miei bambini che si erano svegliati ed erano le due, suonò il campanello. Mio marito si affacciò alla finestra e vide un bambino il quale chiedeva di essere accompagnato a casa perché aveva sonno e che la mamma era morta con lo zio nella macchina. Lo fece entrare in casa: il bambino era spaurito ed aveva gli occhi rossi, era senza scarpe ed i calzini strappati e impolverati.

Ripeté quanto aveva già detto prima, accennò che il babbo era a casa ammalato, che lui era uscito con la mamma e lo zio ed era andato al cinematografo.

Non seppe dire il nome dello zio che diceva di conoscere da soli due giorni. Spiegò che la macchina era sulla strada e non era finita in un fosso e che aveva anche le luci accese. 

Chiestogli come mai diceva che la mamma era morta spiegava che le aveva preso la mano in mano e si era accorto che era deceduta.

Mio marito allora avvertì il sig. Manetti, che abita sotto di noi, per decidere per quello che si doveva fare ed insieme con lui, con la sua macchina, si recarono ad avvertire i Carabinieri.

Intanto il bambino rimase in casa con noi e si mise a giocare con mio figlio. Tutte le volte che sentiva passare un’automobile per la strada, domandava se per caso fossero i Carabinieri ed io cercavo sempre di rassicurarlo.

Quando tornò mio marito col Carabiniere allora il bambino si mise a piangere e cercai di calmarlo dicendogli che il Carabiniere era un suo zio. Era evidente che il bambino era insospettito. Tanto è vero che anche al Carabiniere dette solo le informazioni che aveva detto a noi e fu lui che accompagnò il carabiniere con mio marito.

D.R. Il bambino diceva che era venuto a casa nostra a piedi e dichiarava di non sapere come la mamma e lo zio fossero morti. Diceva solo che si era addormentato nella macchina. Io non mi recai sul posto.

8 ottobre 1968 Testimonianza Maria Sorrentino

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