Atroce vendetta di un marito tradito la coppia di amanti uccisi nell’auto? L’uomo si sarebbe servito dell’ex-amico della donna per attuare il duplice delitto – Ma sorge anche il dubbio di un assassinio per commissione

Firenze, 26 agosto.

Stefano Mele, il marito di Barbara Locci, la donna trovata uccisa nell’auto, insieme all’amante Antonio Lo Bianco, avrebbe avuto un complice che lo avrebbe aiutato ad attuare la sua terribile vendetta.
Il presunto complice si chiama Francesco Vinci. Le ultime battute dell’indagine, sull’assassinio dei due amanti, saranno decisive per affermare o allontanare questa nuova ipotesi. Francesco Vinci ha venticinque anni. Fu arrestato lo scorso ottobre per concubinato con Barbara Locci in seguito a denuncia di sua moglie che lo aveva accusato anche di maltrattamenti e di essere venuto meno agli obblighi di assistenza familiare nei confronti di lei e dei loro tre figli.
La Locci, a quanto risulta, avrebbe in seguito soppiantato il Vinci per intrecciare una relazione con il Lo Bianco.
Il marito della donna uccisa insieme all’amante dopo una prima confessione in questo senso, nel corso della quale aveva non solo accusato il Vinci ma reso anche una ricostruzione obiettivamente attendibile della tragedia, ha poi ritrattato. La circostanza che il figlioletto della Locci e del Mele, Natalino, di sei anni, si trovasse nella tragica auto al momento della tragedia («dormivo… non ho sentito gli spari… sono fuggito perché la mamma e lo ‘zio Antonio’ non rispondevano alle mie parole…») era stata ieri messa seriamente in dubbio.
Stamane si è appreso che il bimbo non era sull’auto. Era sembrato infatti pressoché impossibile che il piccino, svegliatosi dopo la tragedia e accortosi che sia la madre sia l’uomo non rispondevano, avesse potuto percorrere una lunga distanza nella notte in strada dissestata (circa un
chilometro e mezzo o forse due) per dare l’allarme ad una casa di contadini.
Ora si apprende che il piccino ha modificato le sue dichiarazioni. Egli ha detto, infatti, che, quella notte, era stato suo padre, Stefano Mele, a portarlo sulle spalle da casa sua per un buon tratto di strada, fin presso la casa del contadino De Felice, per dare l’allarme.
Questa nuova versione conferma la tesi degli inquirenti sulle responsabilità di Stefano Mele.
Viene considerata anche l’ipotesi del delitto su commissione. Francesco Vinci avrebbe ucciso per volere del marito della donna. Nulla è certo, però. Si attende di ora in ora un colpo di scena.

26 Agosto 1968 Stampa: Corriere della Sera

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