Nella sua confessione ai Carabinieri Miranda Bugli afferma che a mezzogiorno il Severino Bonini era a casa sua per l’acquisto di pelli di coniglio e successivamente l’ha raggiunta presso il bosco dove, grande e grosso di stazza com’è (Bonini è alto un metro e ottanta e pesa 90 kg.) ha tentato di farle violenza. All’apparire del fidanzato Pietro, la ragazza le ha gridato: “Picchialo! Picchialo!, mi voleva con la forza!”. La ragazza dice di non aver visto il coltello e solo quando Bonini cade in terra grondante sangue si rende conto di cosa sta accadendo. Riferisce di essersi impaurita e pensando che potesse toccargli stessa sorte cerca di scappare ma viene raggiunta da Pacciani. Per evitare il peggio accetta tutte le promesse che lui le chiede, dal silenzio sull’accaduto al matrimonio.

Nel successivo interrogatorio Pietro Pacciani dichiara di aver preso il portafoglio del Bonini non già con l’intenzione di trarne profitto della somma contenutavi, ma col proposito di farlo riavere ai suoi congiunti. Egli riferiva altresì che la sera stessa dell’11 Aprile trova la balla degli stracci appartenente a Bonini e le nasconde sotto un Ginepro a poca distanza dalla strada di Poggio Secco

Nel luogo descritto da Pacciani viene rinvenuta la balla di stracci dal fratello di Severino Bonini,  Olinto Bonini. Nel frattempo viene cercato il corpo dell’uomo che era stato nascosto dal Pacciani. In un primo momento l’aveva nascosto dietro un cespuglio, ma nottetempo era tornato sul posto e aveva cercato di occultare il cadavere. Aveva legato un fil di ferro al collo dell’uomo e se lo era caricato sulle spalle, con una lampadina in bocca per farsi luce, ne tentativo di raggiungere il laghetto di Maioli dove lo avrebbe gettato. Non era riuscito però nell’intento in quanto sbagliando sentiero aveva esaurito le forze ed era stato costretto a deporlo.

Allora aveva tentato di nasconderlo coprendolo con foglie e punte di querciolo. Evidentemente fece un buon lavoro di occultamento perchè chi ritrovò il corpo, Pietro Evangelisti, disse che non era stato facile individuarlo e a cercarlo si erano offerte moltissime persone della vallata.

A quel punto il corpo fu trasportato a valle e affidato ai medici legali per eseguire l’autopsia disposta dal Procuratore Generale, Dott. Sica.  

13 Aprile 1951 Il ritrovamento del corpo di Severino Bonini

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